Il Barocco

Il barocco nel Salento vede la luce tra il 1647 ed il 1656, drammatico periodo durante il quale la peste investì l’intera regione pugliese risparmiando unicamente la terra del Salento.

Anteriormente a questo periodo risulta difficile parlare di una presenza di una vera e propria “arte del Barocco” nel territorio salentino, ad eccezione, tuttavia, di rare oasi di bellezza come ad esempio la galleria dei Castromediano, sita nel piccolo comune di Cavallino, alle porte di Lecce.

Capitale del Barocco nel Salento è Lecce, capoluogo dell’omonima provincia. Lecce, non a casa denominata la Firenze del sud, ospitano degli esempi più importanti di Barocco del Salento, ovvero la Basilica di Santa Croce, caratterizzata dalla splendida facciata superiore scolpita dall’artista Cesare Penna, e dall’artista Giuseppe Zimbalo, architetto personale del vescovo di Lecce Pappacoda. La facciata superiore dlela basilica di Santa Croce, si caratterizza per il fatto di unire le tendenze che avevano caratterizzato il ‘500 e il ‘600, fondendo i due stili architettonici più importanti dell’epoca nel Barocco del Salento, stile che oggi noi tutti apprezziamo.

L’architetto Giuseppe Zimbalo, autore a Lecce della basilica di Santa Croce, delle fabbriche degli agostiniani e dei domanicani, nonché del convento dei Celestini, fu notevolmente impegnato nella costruzione di manufatti, anche nel resto della provincia di Lecce. Esempi inconfutabili del suo grandissimo impegno edificatorio dell’epoca sono: il convento degli Agostiniani a Melpignano, il Crocifisso eretto a Galatone, nonché la facciata superiore della Cattedrale di Sant’Agata a Gallipoli.

La fase caratterizzata dagli autori anzidetti, ovvero Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo, può essere considerata il principio della nascita del Barocco nel Salento. In seguito, agli albori del 1700, protagonisti dello scenario barocco leccese furono altri importanti autori, come Ferdinando Sanfelice, noto per essere il fratello del Vescovo di Nardò, ed autore a Nardò della Cattedrale, della chiesa di Santa Chiara, nonché della Purità.

Un altro protagonista della scena barocca del Salento fu l’architetto Mauro Manieri, il cui stile architettonico fu notevolmente influenzato da correnti borroniane ed antiborboniche. Tra le opere più importanti dell’autore Mauro Manieri si possono elencare: il Convento delle Alcantarine a Lecce, il Palazzo baronale dei Granafei a Sternatia, nonché la Parrocchia di Lequile.

Con l’ingresso nella scena del Barocco leccese dell’artista Emanuele Manieri, figlio dell’architetto Mauro Manieri, si ha un passaggio da una realizzazione barocca finalizzata unicamente allo scopo estetico, ad una realizzazione ed edificazione finalizzata non solo all’estetica, ma anche all’urbanistica.

Tra il 1750 ed 1800, la scena del Barocco leccese è tutta per gli artisti Felice de Palma ed Emanuele Orfano. Tra le opere più importanti del primo, si possono annoverare la colleggiata di Maglie, Palazzo Tafuri a Gallipoli, Palazzo Gorgoni e Congedo a Galatina, la Matrice di Tricase, di Uggiano la Chiesa e di Spongano, nonché le Chiese dell’Immacolata di Cutrofiano e Galatina. L’artista Emanuele Orfano, invece, si specializzò soprattutto nell’arredo interno degli edifici di culto, realizzando bellissimi altari in stile barocco

Arte e Storia

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