Salento strutture
Login
|
OTRANTO
Situata a circa 50 km da Lecce, comodamente raggiungibile da Maglie, sia in auto che in treno, Otranto si trova circa a metà strada tra Torre dell'Orso e Santa Cesarea Terme, lungo la bellissima litoranea che congiunge la piccola perla del Salento anche alle località di Porto Badisco e Laghi Alimini. Secondo i più recenti scavi geologici, già tra il XIII e l’XI secolo a.C., le terre intorno ad Otranto erano popolate, mentre dobbiamo aspettare il IX secolo a.C. (c.d. età del ferro) per la scoperta di un centro messapico. Da sempre Otranto è stato una sorta di “porta verso l’Oriente”; notevoli, in ogni periodo della sua storia, sono stati gli scambi commerciali e sociali con il vicino Oriente, distante solo 70 Km (distanza tra Otranto e la costa più vicina dell’Albania). Il 266 a.C. coincide con l’invasione del Salento da parte dei Romani e l’investitura di Otranto col titolo di “municipium” e col nome di Idruntum; il piccolo centro divenne punto di connessione tra il vicino Epiro e Peloponneso, al di là dell’Adriatico e le città commerciali di Brindisi e Taranto. L’importanza di Otranto crebbe sempre di più in età bizantina e con l’afflusso di coloni greco-bizantini e l’insediamento di funzionari ecclesiastici, pubblici e commercianti di vario genere, divenne un importantissimo snodo politico, sociale e culturale della penisola salentina, tanto da donarle anche il nome Terra d’Otranto. Dolo la conquista da parte dei Normanni (1608 d.C.) lo scalo portuale di Otranto continuò il suo importante ruolo commerciale, all’interno del Salento. Tuttavia, questo momento di splendore e crescita commerciale venne interrotto da un episodio terribile e violento: la mattina del 28 luglio 1480 una flotta turca, comandata da Ahmed Mascià, forse diretta su Brindisi, ma spinta ad Otranto dal vento di tramontana, sottopose la piccola cittadine del Salento ad un estenuante assedio di dodici giorni, secondo il disegno di Maometto, che aveva intenzione di conquistare l’Italia meridionale. Il 12 agosto dello stesso mese di luglio, Otranto fu sottomessa, mentre i cittadini, rifiutandosi di rinnegare la propria fede per convertirsi all’islam, furono decapitati sul colle della Minerva. Si contarono 800 martiri di quella orgogliosa ribellione. Un’anno dopo, nel settembre 1481, Otranto fu finalmente liberata dal duca di Calabria, Alfonzo d’Aragona; costui rafforzò le difese della città costruendo nuove mura ed un poderoso castello che gli spagnoli migliorarono nel secolo successivo. Tuttavia Otranto, dalla conquista dei Turchi in poi, andò via vi aperdendo il titolo di centro politico, economico e culturale del Salento, a vantaggio di Lecce, attuale capoluogo della provincia. Da questo momento in poi la città visse un lento ed inesorabile declino che la portò a diventare un piccolo centro abbandonato, paludoso i cui pochi abitanti praticavano unicamente pesca ed agricoltura di sussistenza. Solo dopo la metà del ‘900 Otranto ricominciò a vivere un periodo di floridità, con i primi turisti che si affacciarono a scoprirla come una delle più belle perle del Salento e dell’Adriatico. Sicuramente da vedere, in una eventuale visita al piccolo centro del Salento, sono le mura il castello, la cattedrale, il museo diocesano e la piccola basilica di San Pietro. Le mura, costruite dagli aragonesi nel 1481 circondano l’intero centro storico di Otranto. La costruzione diviene particolarmente affascinante nel tratto denominato bastioni, punto d’incontro della movida notturna, e nel tratto a ridosso del lungo mare degli eroi, dove è presente la porta Alfonsina, principale accesso al centro storico della città. Il castello, anch’esso voluto e costruito dagli aragonesi tra il 1485 e il 1498, si presenta come una fortezza inespugnabile a forma poligonale, circondato da un profondo fossato e tre grandi torri cilindriche ed un possente bastione a forma di lancia. Tuttavia solo una torre e poche altre parti del castello sono riconducibili all’epoca aragonese, mentre l’edificazione generale è attribuita agli spagnoli, come ci ricorda lo stemma imperiale di Carlo V d’Asburgo, posto sulla torre più grande del castello. Dalla sommità della costruzione è possibile godere della visuale della parte settentrionale della città, del canale di Otranto nonché del porto. La cattedrale è sicuramente una delle espressioni più solenni dello stile romanico in Puglia. La sua costruzione è iniziata intorno al 1080. Tuttavia è stata consacrata al culto solo 8 anni più tardi. Al primo sguardo si può ammirare la semplice facciata centrale ornata dal rosone gotico a 16 raggi, presumibilmente datato verso la fine del XV secolo, ed il portale barocco con lo stemma dell’arcivescovo che ne ordinò la costruzione. Sul fianco sinistro della costruzione troviamo il portale rinascimentale con scolpito sull’architrave il volto di Cristo Pantocratore. Notevole è il grande mosaico pavimentale che copre la quasi totalità del pavimento interno; costruito tra il 1163 ed il 1165, è realizzato con milioni di tessere colorate di materiale calcareo. Vi possiamo distinguere elementi grafici bizantini, greci e normanni, ed immagini e simboli biblici, allegorici e mitologici. A destra del presbiterio troviamo la Cappella dei Martiri che custodisce in 7 teche murali, racchiuse dal vetro, le reliquie dei martiri idruntini. A destra delle navate si accede alla Cripta, caratterizzata dalle sue 42 colonne di marmi diversi (porfido, granito, cipollino). La basilica di San Pietro; partendo da Piazza del Popolo si sale verso la basilica bizantina di San Pietro, la cui costruzione è datata tra il IX e l’inizio del X secolo. L’edificio caratterizzato da una pianta a croce greca, commissionato da un privato, è considerato uno dei più importanti monumenti bizantini di tutto il Salento.
PERCORSI TURISTICI CON BASE OTRANTO. Partendo da Otranto possiamo effettuare diverse escursioni giornaliere molto interessanti: ad esempio possiamo raggiungere la vicina Maglie, popolosa cittadina al centro del Salento, dove merita una visita il museo di paleontologia e la bellissima piazza intitolata alla duchessa Francesca Capace, considerata dai critici uno tra i salotti pubblici più affascinanti del Belpaese. Inoltre possiamo recarci nelle zone di Sant’Andrea, Torre dell’Orso e San Foca, dove è possibile visitare la zona archeologica di Roca Vecchia,dove insistono edifici e necropoli del III e IV secolo a.C.
LA COSTA DI OTRANTO Mare limpido e cristallino, spiagge lunghissime e di sabbia bianca e finissima, macchia mediterranea a perdita d’occhio: questo è il paesaggio che possiamo ammirare lungo la costa di Otranto. Ormai da anni Otranto è tra le mete più gettonate del Salento; la ridente cittadina balneare offre infatti notevoli servizi turistici, tra i quali: ristoranti, bar, pub, b&b, alberghi, residence, masserie fortificate, camping e moderni stabilimenti balneari. Otranto da anni è insignita del titolo di località più bella d’Italia con 5 vele, il massimo punteggio, insieme ad altre 10 località balneari d’Italia. |
