Santa Maria di Leuca è situata a metà strada tra Gallipoli ed Otranto; risalendo la litoranea jonica incontriamo la località di Torre Vado-Pescoluse, mentre percorrendo la litoranea adriatica incontriamo la splendida Castro; alle spalle di Santa Maria di Leuca, nell'entroterra, troviamo Tricase. Il Capo di Santa Maria di Leuca è denominato anche Iapygium promontorium è la punta più estrema d’Italia. La tradizione narra che qui sbarcò San Pietro, con l’intento di evangelizzare il Paese; l’Apostolo rimase colpito dal fascino dei luoghi visitati, tanto da affermare che ogni cristiano vi dovesse passare almeno una volta prima di morire, ed accedere così al paradiso.

Il capo di Santa Maria di Leuca è noto anche per costituire la congiunzione geografica tra il Mar Adriatico ed il Mar Jonio. Non è insolito godere delle linee che forma il mare alla congiunzione delle diverse correnti provocate dai due specchi d’acqua.

Costruito sul capo di Santa Maria di Leuca vi è il Santuario intitolato alla omonima Santa, chiamato anche, vista la sua estrema posizione geografica, Santuario de finibus terrae.

L’edificio fu più volte distrutto e costruito finchè nel 1926 fu aggiunta una nuova facciata.

Il Santuario è un luogo di devozione dei marinai e dei pellegrini; a tal proposito è consigliabile partecipare alla suggestiva processione che si tiene ogni anno il 15 di agosto.

Nel 2000 il Santuario fu abbellito da 3 portali bronzei, opera dell’artista locale Marrocco.

A breve distanza dal Santuario svetta, sulla punta Mèriso, un faro bianco alto 47 metri.

Ai piedi del Santuario sorge la Marina di Leuca, piccola cittadina balnearea impreziosita da ville eclettiche edificate nei diversi stili: moresco, pompeiano e liberty; tutte le costruzioni sono rivolte verso il mare a ricordo di un recente turismo risalente al XIX secolo.

 

Le grotte di Leuca costituiscono un vero e proprio paradiso per gli amanti delle immersioni subacquee, ricche di anfratti marini, nel corso degli anni hanno ridato alla luce numerosi manufatti del paleolitico e del neolitico. Tra le grotte più importanti e conosciute vi sono la grotta Porciara, utilizzata in passato, prima come Santuario messapico e poi come luogo di culto romano, la grotta del diavolo, il cui nome deriva dai suoni brutali che si odono entrandovi; questa grotta è profonda 30 metri ed è quasi inaccessibile.

Altre grotte di notevole importanza sono: la grotta Treporte, così chiamata per i suoi tre accessi, la grotta del bambino, dove è stato ritrovato un dente appartenente ad un bambino, la grotta dei giganti, in cui sono stati ritrovati dei denti appartenenti a dei pachidermi, e la grotta grande del ciolo, situata presso l’omonima insenatura.


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